La mia idea di design organico
Per me, progettare non è mai stato solo una questione estetica: è un dialogo costante tra forma, natura e cultura.
Quando ho partecipato al concorso “Organics by Red Bull”, ho voluto portare avanti una visione che avevo già dentro da tempo, quella di creare un oggetto in grado di rappresentare la trasformazione, l’adattamento, la fluidità della materia viva.
Il mio progetto, un contenitore-scultura ispirato alle forme della fermentazione e alle strutture organiche, nasce da una riflessione su come la natura costruisce, su come cresce e si adatta. L’ho realizzato partendo da geometrie algoritmiche e lavorazioni artigianali, mescolando design computazionale e sensibilità tattile.
Questo lavoro è stato per me un punto di incontro tra architettura e biologia, tra pensiero razionale e immaginazione. Credo che il design debba superare i confini del funzionale, diventare racconto, esperienza, trasformazione.
E vincere il premio Organics by Red Bull con Fabio Novembre ha confermato che il mio approccio, ibrido, sperimentale, radicale, ha qualcosa da dire nel presente. E forse anche nel futuro.