Spazi liminali, il libro fotografico di Alessandra Condello

Con Spazi Liminali ho voluto indagare quei luoghi dove il tempo sembra sospeso, dove la memoria collettiva si mescola alla mia esperienza personale.

L’Abruzzo interno, fatto di borghi vuoti, confini sfocati, assenze piene di senso, è diventato per me una soglia: uno spazio liminale tra il passato e ciò che immaginiamo possa ancora venire.

Questo progetto nasce da anni di osservazione e ascolto del territorio, ma anche da una ricerca più ampia sul concetto di transizione e mutazione, che da sempre attraversa la mia pratica, sia come architetto che come artista. In questi paesaggi ho ritrovato i temi che mi accompagnano: la relazione tra natura e costruito, tra folklore e tecnologia, tra visione e vuoto.

Il termine, mutuato dall’antropologia e reso celebre dagli studi di Arnold Van Gennep e Victor Turner, descrive quello stato interstiziale in cui l’essere si trova tra due condizioni: il noto e l’ignoto, l’antico e il contemporaneo, il reale e l’immaginario. Nei suoi “spazi liminali”, l’Abruzzo rivela non solo una geografia fisica ma anche una geografia dell’anima, capace di evocare la vertigine della soglia, il brivido del passaggio.

Attraverso la fotografia analogica e digitale ho cercato di restituire non solo l’estetica dei luoghi, ma il loro silenzio, la loro capacità di evocare. Spazi Liminali è stato premiato da ZeroBook come vincitore del concorso “Un luogo per Zerobook”, e oggi è diventato un libro fotografico, un oggetto editoriale che racconta, immagina e invita a restare un attimo in più sulla soglia.

Alessandra Condello, Spazi liminali, Zero Book

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